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“AUDITE AUDITE PICCOLE MADAME E PICCOLI MESSERI ECCELLENTISSIMI…”
Eh sì, proprio così vi avrebbero accolto nel Medioevo ed è così che Gina, la gatta del sommo Poeta vi invita nel suo mondo!

E chi è GINA? È una simpatica gatta con un bel pelo bianco e nero e gli occhietti vispi e curiosi. Da brava gatta è un po’ sfacciatella e per lei ogni occasione è buona per stuzzicare il suo amico Dante.
Ma chi è DANTE? Dante Alighieri è uno scrittore famosissimo vissuto nel tredicesimo secolo.Di statura media, con il volto lungo, gli occhi grandi e un bel naso aquilino, Dante era un uomo dall’indole seriosa e dalla mente acutissima. Viene definito Sommo Poeta perchè è colui che ha scritto uno dei racconti più famosi di ogni tempo, ovvero la Divina Commedia ed è il padre della lingua italiana. A Gina questo sembra non interessare e e si diverte a prenderlo bonariamente per il naso.

In onore dell’anno dedicato a Dante Alighieri, questi due simpatici personaggi sono i protagonisti di una serie di vignette simpatiche e divertenti, creati da Daniela Maestroni (FB: Dany Mae Studio). Attraverso i loro dialoghi conosceremo un sacco di curiosità, aneddoti e particolari della vita del Sommo Poeta e degli usi o costumi di quel tempo.

“SIANO LETIZIA E CONTENTEZZA LO SIMBOLO NOSTRO.IL NOSTRO DISCORSO ABBIAM TERMINATO CON HONORE E RISPETTO VI JUNGA IL NOSTRO SALUTO!”
Gina e Dante

La Divina Commedia che speriamo Gina legga presto è una storia che ha fatto il giro del mondo, parla di un viaggio immaginario, fantastico e pazzesco che Dante dedica a Beatrice, la donna dei suoi sogni. Il suo racconto inizia con il protagonista, lo stesso Dante, che incontra Virgilio, illustre poeta romano dell’antichità che lo guiderà nella visita di un posto non proprio accogliente… l’Inferno!!! Qui vivrà situazioni pericolose e passerà per luoghi bruttissimi e buissimi e a dir poco spaventosi facendo incontri davvero poco raccomandabili! Per fortuna Dante ne uscirà incolume, ma le fatiche non sono finite, infatti dovrà passare per il Purgatorio, rappresentato come una montagna da scalare. L’ascesa è accidentata e piena di intralci. In questa salita Dante incontrerà personaggi che aspettano di andare in cielo, ma prima devono rimediare ai peccati commessi sulla Terra. Finita la faticosa arrampicata eccoci in Paradiso, luogo gioioso, beato. Qui Dante incontrerà la sua adorata Beatrice e addirittura Dio. Se leggerete questo libro, come Gina, troverete tutto: pioggia, vento, sole, neve, ecc… bellezza e bruttezza, miseria, guerra e armi, ma anche pace ed allegria. Troverete la giustizia e il tormento…Insomma vi consigliamo di leggerla! Vi ritroverete dentro un groviglio di emozioni che raccoglie tutti i sentimenti e gli stati d’animo che si possano mai provare!

Dante vorrebbe un parere critico e oggettivo sul suo Libro dalla sua fidata Gina, la quale però non riesce proprio a dare delle risposte comuni. Ma è proprio questo tono un po’ irriverente che piace a Dante! Infatti Gina pur sembrando indifferente alla lettura della Divina Commedia, è molto furba e nella risposta rivela il contrario. Apparentemente sprezzante declama però proprio la frase “Senza infamia e senza lode” che ritroviamo nel III Canto dell’ Inferno! Con questa espressione Dante esprime il suo disappunto, il disprezzo e la sua insofferenza per tutti coloro che non sono stati capaci in vita di prendere una posizione, di esprimere le proprie idee. Dante, dovete sapere, ha sempre avuto il coraggio di dire le proprie idee e ha pagato caro per questo, ha dovuto lasciare persino la sua bella città: Firenze. Per questo motivo mette all’inferno gli ignavi, ovvero tutte quelle persone che non sono né a favore né contro qualcosa, tutte quelle persone che non fanno né bene, né male. Per questo Dante ama il carattere di Gina! Sebbene risulti a volte un po’ bislacca e pungente, dice sempre quello che pensa e ormai Dante, nonostante finga di essere esterrefatto, è affezionato al suo modo di fare !!!

Vi è mai capitato di tremare dalla paura o di vedere o sentire qualcosa e rabbrividire senza un motivo reale? Beh, è esattamente quello che è successo a Dante quando ha visto alle spalle di Gina quel mostro che benché fosse solo un pupazzo, ha spaventato a morte Dante. Il fatto è che Dante si è ricordato di quando ai piedi del colle si apprestava a salirlo e inaspettatamente si è trovato di fronte ad un felino, una lonza piccola , elegante e scattante, maculata come Gina ma mooooolto più spaventosa!!! E non è finita qui, infatti ecco ancora che sulla sua via appaiono una lupa e un leone molto affamati, irrequieti e feroci! Dante, sarebbe scappato a gambe levate, ma per fortuna è arrivato Virgilio per soccorrerlo, incoraggiarlo e rassicurarlo, dicendogli che lo avrebbe accompagnato in quel lungo viaggio tortuoso, facendogli da guida. E Gina cosa fa? Per sdrammatizzare lo prende in giro dicendogli di rilassarsi…Ma noi siamo convinti-e che anche lei sarebbe scappata con la coda tra le zampe, non crediamo che in quel frangente avrebbe avuto voglia di fare la spiritosa! E comunque Dante, sarà anche un fifone, ma all’Inferno lui ci è andato…per un giorno intero, fino ad arrivare al centro della terra. Era il 1300 e Dante aveva circa 35 anni…

Vi siete accorti? Dante è sempre raffigurato con un naso aquilino, un viso un po’ corrucciato, un libro in mano, vestito di rosso e con quella calza in testa che a noi fa ridere. Quel copricapo rosso era di moda e c’erano diversi modi di portarlo. Dovete sapere che nel Medioevo Firenze era una metropoli e l’abito faceva il monaco e quindi la scelta dell’abbigliamento era obbligata e a seconda a quale corporazione si apparteneva , si aveva una veste o un’altra, di questo o di quel colore. La corporazione di cui Dante faceva parte era quella degli speziali.Ma che cos’era una corporazione e perché Dante aveva scelto di farne parte e trovava così interessante quella degli Speziali ve lo diciamo: A Dante piaceva partecipare alla vita politica e quotidiana di Firenze e per poter far parte della politica doveva scegliere una delle corporazioni più importanti. A Firenze c’erano 21 corporazioni e 7 erano quelle di maggior rilievo. La scelta sarebbe potuta cadere sulla corporazione dei giudici o dei teologi, ma il nostro Poeta trovava più vicino ai suoi ideali di solidarietà e civili, quella degli Speziali, i cui membri vendevano erbe medicinali, spezie, cosmetici e preparati di varia natura che poi i dottori usavano per curare i loro pazienti.Ovviamente Dante voleva essere riconosciuto come facente parte della corporazione e quindi godere dei privilegi che gli venivano garantiti in quanto socio, ed era per questo che doveva mostrarsi diciamo “in divisa”.Molte delle esperienze fatte grazie alla corporazione degli Speziali sono poi servite a Dante per descrivere sintomi e malattie nei diversi passi della Divina Commedia. E Gina? Sfoggia il suo foulard rosso simbolo della corporazione delle crocchette, la più conosciuta da tutti i gatti “bene” di Firenze!

Tanti artisti del passato e del presente si sono cimentati e hanno dipinto e realizzato con tante tecniche diverse il ritratto di Dante Alighieri. Ma il primo ritratto del Sommo Poeta si trova all’interno della decorazione della Cappella del Podestà , realizzata da Giotto e dalla sua scuola tra il 1321 e il 1337 circa, che si può ammirare nel Palazzo del Bargello a Firenze. Dante e Giotto vivevano nelle stessa città ma pare non si onoscessero personalmente. Sicuro è che entrambi erano a conoscenza del valore che già i loro contemporanei attribuivano a tutti e due e hanno espresso la loro stima lasciandoci un vicendevole elogio: da un lato i versi danteschi dedicati al celebre pittore ( Purgatorio, XI, 94-96), dall’altro il primo ritratto ufficiale al Sommo Poeta. Allora perché Gina pensa che Giotto faccia solo cerchi perfetti? Conoscete questa storia? Si narra che papa Bonifacio VIII, nel 1300, fosse alla ricerca di un artista a cui commissionare il proprio ritratto, e che gli fosse stato suggerito il nome di Giotto. Durante l’incontro con il fiduciario del papa, Giotto, per dar prova delle proprie abilità, disegnò un cerchio su una tela. La semplice, ma perfetta, opera bastò a Bonifacio VIII per comprendere le qualità dell’artista.E se parliamo di perfezione che ne dite del ritratto “Gatta in caccia”, ora al Museo d’arte di Göteborg, che l’artista Bruno Liljefors nel 1883 ha fatto alla nostra Gina! Non vi pare strabiliante?

se ascoltiamo le tante testimonianze che abbiamo su Dante, notiamo che ci siamo fatti un’ immagine di lui che non è la sola possibile. Ad esempio ci hanno abituati a un Dante il più delle volte vestito di rosso con il suo caro libro in mano e invece, magari con l’aiuto della nostra immaginazione , dobbiamo pensarlo a cavallo per le vie di Firenze o bardato da cavaliere durante battaglie sanguinose.E sì… Eccolo , è lui! Dante a Cavallo, fenditore, nelle prime linee, davanti a tutti e pronto all’ attacco, con la sua cotta di maglia che pesa 30, 40 Kg. e ovviamente la lancia e lo scudo.Dante che non nega la sua paura quando nel 1289 combatte durante la battaglia di Campaldino e vede che si sta mettendo male per lui e i suoi compagni. Ci riferirà, per fortuna, che alla fine sarà proprio lui con i suoi compagni a vincere. Nella Divina Commedia ritroveremo racconti, momenti delle battaglie e personaggi che ne furono protagonisti. Durante il suo viaggio Dante rincontrerà anche un suo antenato che fu nobile cavaliere durante le Crociate e ce lo farà conoscere durante una conversazione che intratterrà con lui.Vedete quanto può essere interessante, affascinante, intrigante leggere la sua Divina Commedia? Cavalieri, battaglie, donne ideali e streghe…. Storia e mitologia, c’è di tutto e molto di più per perdersi nella lettura! Troveremo anche che Dante usa espressioni che oggi si correggono: “MA PERÒ, non si dice….”ci dicono la mamma, il babbo e i nostri insegnanti!Da ora in poi potete rispondere: cari miei grandoni, anche Dante lo diceva… e anche Manzoni, se proprio si vuole essere pignoli… oltre a Gina ovviamente!”

Avevamo lasciato Gina che chiedeva a Dante se i suoi nemici fossero i mulini a vento. No, non era con loro che Dante ce l’aveva ma con i ghibellini.Dovete immaginare la città di Firenze divisa tra due tifoserie, da una parte c’è chi tiene per i guelfi e dall’altra chi sostiene i ghibellini. I primi si schierano a favore dell’affermazione del potere del Papato, i secondi invece sostengono l’Impero. Ma in realtà cosa vogliono tutti? La stessa cosa: il potere sulla città e costringere i nemici all’esilio. Questo conflitto va avanti per molti anni, nel corso dei quali vittorie e sconfitte si alternano. Così dalla città si vedono scappare prima gli uni poi gli altri fino a quando nel XIII secolo ad affermarsi definitivamente sono i guelfi. Ma non è finita qui perché i guelfi, una volta vincitori, si dividono in due nuove fazioni: i guelfi neri e i guelfi bianchi. Per la squadra bianca soltanto il Papa ha diritto a governare, in quanto ciò gli deriva da un’investitura divina, tanto da confonderli quasi con gli sconfitti ghibellini! I neri invece sostengono il Papa ma non escludono la possibilità del ritorno dell’Imperatore. E in tutto questo guazzabuglio… Dante? Da che parte sta lui? Ufficialmente dalla parte dei guelfi, in particolare dei guelfi bianchi e questo gli costerà caro perché a vincere saranno sfortunatamente per lui i guelfi neri e lo costringeranno all’esilio e a dover lasciare la sua amata Firenze. Povero Dante, il solo pensiero di tutto quel che gli è successo ancora gli fa tremare il sangue!In realtà Dante è sempre stato molto critico con entrambe le fazioni. Per lui sia guelfi che ghibellini rappresentano per motivi diversi una minaccia per la società. Ciò nonostante, da uomo molto attivo nella vita politica della sua città, Dante ha preso una posizione e nella Divina Commedia si presenta come guelfo quando nell’inferno incontra il temibile ghibellino Farinata degli Uberti. Delle vicende dei due partiti (o Parti come si chiamavano allora) parlerà ancora con altri personaggi che incontrerà nel suo cammino. Dante e Gina torneranno tra 15 giorni. Chissà se nel frattempo la nostra gatta amante delle poesie di Alda Merini sarà riuscita a soddisfare la sua fame di tenerezza.

ora sapete già tante cose: sapete che il libro parla di un viaggio che dura una settimana e che inizia un giovedì sera in una selva oscura dove Dante incontrerà le tre fiere. BRRR, che paura! Vi ricordate? Non vi abbiamo però ancora detto che, durante il viaggio, Dante incontrerà tanti personaggi che aveva conosciuto o incontrato durante le battaglie, ma anche figure storiche o mitologiche che il Sommo Poeta aveva scoperto nei suoi studi. Non vi abbiamo nemmeno ancora raccontato cos’è successo quando Dante, spaventato dalle tre fiere, se né andato con Virgilio. I due, passarono da una porta dove era incisa una scritta da brivido: l’ultima frase diceva “ …. lasciate ogni speranza voi che entrate.” Mamma mia!!!!Passati, iniziano il loro viaggio verso il centro della terra, ovvero gli inferi dove incontreranno Lucifero, il diavolo: un essere con … ma come ve lo immaginate? Quello che ha incontrato Dante era bruttissimo! Ma com’è l’inferno di Dante? Immaginatevi il cono gelato…. Ecco questo cono è formato da nove cerchi che diventano sempre più stretti. Più i cerchi si stringono più i peccati delle persone che vi si trovano dentro sono spaventosi e terribili sono anche le pene, ovviamente!I peccatori, che sono all’inferno sono:I golosi, i traditori, i ladri, gli avari e gli spendaccioni, i litigiosi, i lussuriosi che sono molto passionali, gli ignavi (vi ricordate chi sono? Quelli che non prendono delle posizioni e sono indifferenti!) gli infedeli, gli invidiosi, gli iracondi che si arrabbiano tanto, i traditori che possono tradire i propri ideali, gli amici o addirittura Dio e molti altri. Ma secondo voi qual è il peccato più grave, quale è il meno grave e quale castigo potrà esser stato loro dato? Provate a pensarci, Gina ora lo sa perché il libro l’ha letto…

Quanti peccati e peccatori all’inferno! Che buio profondo! Certo, ma Dante sta facendo un viaggio, un viaggio verso la luce… e le stelle lo accompagneranno. Alla fine dell’Inferno recita: “e quindi uscimmo a riveder le stelle”;nel Purgatorio, alla fine ci dice: “Io ritornai … puro e disposto a salire le stelle”;il canto XXXIII del Paradiso finisce dicendo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”E chi è la Donna per cui Dante ha iniziato questa avventura, sopportato l’inferno, passato dal Purgatorio per poi averla come compagna di viaggio in Paradiso? È la beata e bella Beatrice. Dante incontra Beatrice, vestita di rosso a una festa, avevano entrambi 9 anni e lui si innamorò subito di lei. L’amore che Dante, da quel giorno in poi, proverà per Beatrice sarà un amore contemplativo, come si contemplano le stelle e si è riconoscenti per la loro lucentezza e beltà.Beatrice ha la voce angelica, “soave e piana”, gli occhi sono smeraldi brillanti, ha un mirabile riso e la bellezza di Beatrice lascia Dante senza parole. L’ ammirazione di Dante per Beatrice è tale che nella Divina Commedia scriverà di lei: “ quello che mai non fue detto d’alcuna” È con Beatrice che Dante varcherà la soglia del Paradiso e della conoscenza.Gina Gatta saggia sa che la ricerca della conoscenza è ciò che poesia e scienza hanno in comune.La poesia che piace tanto a Gina, (vi ricordate che aveva citato anche la Merini?) scruta nell’intimo, nell’ignoto dell’animo, portando alla luce parole nascoste. La scienza guarda in alto, fa risplendere di stelle il buio universo e lo sa anche Gina che cita Margherita Hack.

le stelle…Dante ne parla nella Divina Commedia, ma sapete cosa credeva il Sommo Poeta? Lui descrive un universo in cui la terra è immobile nel centro e intorno alla terra ci girano il sole e la luna…. Beh! Siamo nel Medioevo e bisognava ancora studiare molto prima di scoprire che non era così.Erano i tempi in cui i gatti erano ancora considerati esseri magici, amici delle streghe e facevano un po’ paura. Il dubbio ci rimane visto che Gina comunque dice di avere studiato anche Stregoneria… Ma piuttosto, avete visto come era carina da piccola? Con quegli occhioni curiosi, chissà quante cose ha imparato!E Dante che cosa ha studiato?Beh! Dante era andato a scuola un po’ come noi e aveva imparato tante materie, il latino era importante, l’aritmetica e la grammatica. Poi aveva imparato tanto anche da gente di alto livello culturale, al di fuori della scuola, aveva chiacchierato con colti fiorentini e con mercanti e viaggiatori. Una materia amata da Dante era la Filosofia….E come era la scuola per gli altri bambine o bambini? Diciamo che l’età spensierata dell’infanzia durava poco, molti bambini iniziavano presto a lavorare, non c’era molto spazio per l’istruzione.I bambini che studiavano non erano molti e lo facevano spesso per esigenze commerciali, far di conto era importantissimo. Un padre benestante chiamava per i figli un maestro privato. Poi si andava a scuola per imparare a scrivere lettere perfette e a parlare in pubblico. Normalmente erano i maschi che imparavano l’arte del leggere, scrivere e parlare… le bambine dovevano sposarsi o farsi monache. Ma attenzione, ci sono state donne importantissime e potenti, colte e determinate anche nel Medioevo… Ed ecco care bambine e cari bambini ancora qualche curiosità: lo sapete che l’università di Bologna è la più antica d’Europa ed è stata aperta proprio in questo periodo? Sapete che è nel medioevo che abbiamo lasciato i numeri romani per i nostri, detti “arabi”? E sapete che il X per la moltiplicazione è nato proprio nel Medioevo? Nonostante sia considerato un periodo buio, il Medioevo ha portato in realtà molti concetti fondamentali che sono usati ancora al giorno d´oggi…incredibile!

La bella e rilassante parola VACANZA, “vacantia” in latino, significa essere vacuo, sgombro, libero e senza impegni. La vacanza ci riporta alla mente un VUOTO piacevolissimo che sa di libertà ma che purtroppo noi occidentali non sappiamo più vivere in completa serenità. Perché? Perché la nostra cultura ha l’idea che vuoto significhi mancanza di qualcosa. Nei paesi orientali invece il vuoto è una ricchezza di possibilità , apertura e libertà.Su un foglio scritto fitto, fitto, non possiamo scrivere più nulla…Un foglio vuoto lo possiamo scrivere, scarabocchiare, disegnare e colorare. Possiamo farci un aeroplano, possiamo arrotolarlo o appallottolarlo e usarlo per giocare a palla!Dante ha scritto la sua Divina Commedia su fogli vuoti. E grazie ai fogli vuoti ci ha trasmesso emozioni, pensieri, fatto conoscere il suo tempo e tantissimi personaggi buoni e cattivi. Insomma con lui possiamo ancora viaggiare in un modo fantastico.Anche Dante parlava di un “guscio vuoto” usandolo come metafora del nostro essere. Il nostro Guscio vuoto lo dovremo usare con giudizio e con nobiltà d’animo adoperandoci per il bene comune.E Gina? Beh per lei il tempo libero è… giocare!Proprio come per voi bambine e bambine…Anche nel medioevo I bambini avevano tempo per essere spensierati e si divertivano a fare dei giochi che si conoscono ancora adesso: i castelli di sabbia (pensate che i bambini destinati alla vita ecclesiastica facevano invece le abbazie), spade di legno e bambole. Per i più piccoli venivano fatti sonagli con biglie di terracotta.C´erano anche giochi di gruppo come “segui il capo” in cui un bambino scelto come guida decideva cosa dovevano fare gli altri bambini in fila dietro di lui. Oppure ”Quats” in cui si dovevano tirare dei cerchi di legno cercando di colpire un bastone piantato nella terra.Comunque tornando ai nostri cari personaggi, vi assicuriamo che non solo Gina, ma anche Dante sono riusciti a partire per le vacanze… Li ritroverete al solito posto, dopo l´estate!Le ferie si avvicinano e anche a voi bambine e bambini vi auguriamo tanto divertimento!